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Smaltimento toner esausti: ecco come farlo secondo normativa

Prima di soffermarsi sul metodo di smaltimento del toner, è utile sapere che il momento più delicato per la gestione dei rifiuti è la sua corretta collocazione da parte di chi si disfa del prodotto.

I toner rappresentano sicuramente un elemento di delicata gestione nel momento del loro smaltimento, perché si tratta di rifiuti speciali e non rientrano nel normale meccanismo della raccolta differenziata.

Precisamente, è il Decreto Legislativo 152/06 a stabilire le modalità per la corretta classificazione e gestione dei rifiuti speciali che se non vengono rispettate comportano sanzioni molto elevate.

Da non dimenticare, quindi, che lo smaltimento dei toner esausti così come quello delle cartucce è obbligatorio per legge.

Secondo il Cer, il Catalogo Europeo dei rifiuti, i toner esausti vengono classificati come rifiuti speciali non pericolosi (con il codice 08 03 18) e rifiuti speciali pericolosi (codice 08 03 17). La classificazione dipende dal processo produttivo da cui prende vita un toner. Questo dettaglio è riportato sulla scheda informativa del prodotto che va consultata prima di smaltirlo.

Vediamo insieme cosa dice la legge in merito, per non cadere in errore.

La normativa vigente

Già più di vent’anni fa il decreto Ronchi (Lgs 152/ex D.Lgs 22/97) metteva in primo piano l’importanza di ridurre l’impatto ambientale. Da quel momento ci sono stati altri aggiornamenti legislativi che si sono adeguati alla società e al rapido mutamento della tecnologia.

Per quanto riguarda toner e cartucce, la normativa li classifica come non assimilabili a un comune rifiuto urbano da avviare a raccolta differenziata. Precisamente, con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 4/2008, le discariche comunali non possono accettare toner esausti, se prodotti da soggetti aventi partita IVA.

Questo non basta, chi smaltisce questi prodotti deve documentare l’operazione attraverso il Fir, cioè il Formulario Identificazione del Rifiuto che va conservato per 5 anni.

I toner esausti vanno, quindi, affidati ad aziende iscritte all’albo e provviste di regolare autorizzazione regionale.

Se non rispetta la legge le sanzioni sono molto salate: per i rifiuti non pericolosi vanno da 2600 a 15500 euro e per quelli pericolosi da 15500 a 93000 euro. Oltre a queste, si aggiunge una sanzione amministrativa accessoria per il titolare della partita IVA o amministratore delegato dell’azienda che possono rischiare un processo penale e una condanna di sospensione dalla carica per un periodo che va da 30 giorni a un anno.

Perché i toner non sono rifiuti normali?

È necessario dire che per essere perfettamente in linea con la legge è utile affidare lo smaltimento dei rifiuti speciali ad aziende specializzate e qualificate per farlo in modo da non correre alcun rischio.

Detto questo, ci dobbiamo soffermare sul perché i toner non sono considerati rifiuti normali, questo è collegato chiaramente all’impatto che hanno sull’ambiente. Questi prodotti, in particolare, contengono una polvere finissima composta da particelle di carbone, ossidi di ferro e resina ma anche di alluminio, acciaio, plastica, rame e altri elementi considerati tossici. Ecco perché è di fondamentale importanza che lo smaltimento toner esausti vada realizzato con attenzione, rispettando la loro tipologia di classificazione.

Solo così si potrà rispettare l’ambiente e non correre il rischio di dover sostenere multe molto salate.

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